450 Gradi: La pizza, la vita e le passioni di Gianfranco Iervolino.

 

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Una delle mie passioni nel mondo della pizza ha un nome e cognome.

Gianfranco Iervolino.

Gianfranco è uno dei pizzaioli più eclettici, estroversi e fantasiosi che conosco. Un pizzaiolo che parte da una carriera di chef e barman, con una base di cultura musicale dovuta ai suoi studi con Sergio Bruni. Se a tutto questo aggiungiamo un amore quasi viscerale con la sua terra, allora non possiamo non trovare delle pizze paragonabili a delle vere opere d’arte.

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Dopo le sue esperienze a Villa Giovanna, al Vialdo, e da Morsi & Rimorsi, tutti locali che grazie alla sua presenza hanno ottenuto i tre spicchi della guida Gambero Rosso, Gianfranco si mette in proprio e apre a Pomigliano D’Arco un locale che rispetta le sue passioni, sia per quanto riguarda l’arredo del locale, sia per quanto riguarda il menù, bilanciato tra pizze della tradizione e pizze d’autore, tutte già abbinate a vini e birre scelte da una vasta carta.

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L’impasto è come al solito eccezionale e la scelta degli ingredienti per il topping, tutti provenienti da produttori locali rende la pizza assolutamente una delle migliori in circolazione. Una menzione particolare va ai fritti: probabilmente i più originali di quelli che possono normalmente trovarsi in una pizzeria.

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Tra le pizze, come al solito fenomenale la margherita, e personalmente ho apprezzato la ” DIME’ “con pacchetelle e lardo di nero casertano e la “Rena Nera” –  impasto al nero di seppia farcito con provola di Agerola, carciofo di Schito, pomodoro il Dulcisio e gamberi rossi di Mazara).

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A concludere una pizza dolce ovvero “La Polacca” due piccoli dischi di pizza farciti come il tipico dolce aversano, ovvero crema e amarene sciroppate e coperta da zucchero a velo.

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Insomma da Iervolino non si va mai sul banale. La sua verve ed il suo eclettismo si riversano sui suoi prodotti per un qualcosa di davvero unico e speciale.

Da provare e riprovare! Grande Gianfranco!

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#PizzaUnesco in rosa: le pizzaiole in gara

Il contest #PizzaUne­sco organizzato dal sito Mysocialrecipe si tinge di rosa. È questa la grande sor­presa dei primi gior­ni di registrazioni che vede già 50 pizze in gara per essere valutate dalla giur­ia di esperti presie­duta da Enzo Vizzari.

Ecco le prime dieci pizzaiole donne che sostengono la candid­atura Unesco dell’ar­te dei pizzaioli nap­oletani a patrimonio dell’Umanità. Marzia Buzzanca(L’Aquila) con la sua “Senza Nome”, Isabella De Cham (Napoli) con la piz­za fritta “Posillipo­”, Teresa Iorio (Napoli) con “Femme­na e fritta”, Milena Natale(Caserta) con “La Leuciana”, le sorelle Caterina e Antonella Rusciano (Ischia) rispettiva­mente con la “Solead­o” e “Marù”, Jasmine Vernetti (Napoli) con la “Ye­llow Queen”, Angela Palmieri (Milano) “pizza fri­tta montanara con pe­sto”, Filomena Palmieri(Castrovillari, Cos­enza) con “Gusto ant­ico” e Sara Palmieri (Nusco, Avellino) con la “Costiera Amal­fitana”.

Non solo donne e piz­zaioli ma quest’anno il trend investe an­che l’estero in poche settimane: registr­azioni da Stati Unit­i, Cina, Colombia, Polonia, Belgio, Maro­cco e Norvegia.

Il contest proseguirà per tutta l’estate fino all’ 11 settemb­re. 

Tra le altre novità del #pizzaUnesco con­test anche l’aggiunta di altre menzioni speciali: “pizza in the world” (Luciano Pignataro Wine Blog), “Pizza fuzionale ed alternativa” (Nazi­onale Italiana Pizza­ioli), “Pizza senza glutine” (Ristorazio­ne Italiana Magazine­), “Miglior Pizza al Pomodoro” (a cura de La Fiammante).

Le altre menzioni speciali assegnate dai partn­er di Mysocialrecipe sono “Migliore pizza per gli aspetti nu­trizionali” (a cura di Legambiente), “Pi­zza Slow – migliore pizza per la territo­rialità” (a cura di SlowFood), “Pizza Po­p- la più letta sul web” (a cura di Myso­cialrecipe), “Miglio­re pizza per l’origi­nalità degli ingredi­enti” (in collaboraz­ione con La Federazi­one Italiana Cuochi), “Miglior abbinamen­to Vino – Pizza” (a cura dell’Associazio­ne Italiana Sommelie­r), “Migliore Pizza per l’impasto” (a cu­ra di Ferrarelle), “La pizza è anche fri­tta” (a cura della rivista Italia a Tavo­la). #pizzaUnesco co­ntest è la più grande kermesse che coinv­olge il mondo della pizza nel web, ha il patrocinio della Pr­esidenza del Consigl­io dei Ministri, del Ministero delle pol­itiche agricole e fo­restali, Regione Cam­pania, Comune di Nap­oli, Città Metropoli­tana, Camera di Comm­ercio, Legambiente, Fondazione Univerde, Associazione Italia­na Sommelier e EcoMu­seo della dieta Medi­terranea di Pioppi,  ed è sostenuta da main sponsor prestigi­osi quali Ferrarelle, La Fiamm­ante, Molino Caputo, Olitalia, Sorì e da sponsor autore­voli come il Consorzio del Parmig­iano Reggiano. Tra gli sponsor de­lla fase live Event Planet Food, Fondazione Birra More­tti, Gi.Metal  e Scu­gnizzo Napoletano. I partner sono la Federazione Italiana Cuochi e la Nazionale Italiana Pizzaioli

Canapa e grano arso: si parla di farine alternative alla Pizzeria Gorizia con il Molino Polselli

Innovazione e tradizione alla Pizzeria Gorizia con il Molino Polselli
Pizzeria Gorizia
Via Gianlorenzo Bernini 29/31. 80129 Napoli, 
Tel:081 5782248

Chiusura del ciclo di incontri organizzato dal Molino Polselli in collaborazione con l’Associazione Verace Pizza Napoletana. la serata del 13 luglio presso la storica pizzeria Gorizia di via Bernini, che il prossimo anno compirà 100 anni.
All’incontro, moderato dall’attivissima giornalista Antonella D’Avanzo hanno partecipato il prof. Giuseppe Sorrentino, ricercatore del CNR, che ha parlato delle proprietà nutritive delle farine alternative come quella di canapa e grano arso e la nutrizionista Francesca Marino, che ha spiegato come una dieta possa benissimo essere integrata con una pizza napoletana.

Alta la presenza di blogger ed esperti del settore a cui sono state presentate tre pizze ideate dal patron della pizzeria Antonio Salvatore Grasso.

Una margherita dop con aggiunta di provolone del monaco

Una pizza fritta fatta con farina di canapa ripiena di provola e friarielli piccanti

E per concudere una pizza con farina di grano arso, condita con un sugo con baccalà alla napoletana

Insomma una degna chiusura che ha dimostrato come l’innovazione possa permettere ai pizzaioli di realizzare ottimi prodotti, senza andare a scarico della tradizione partenopea dell’arte della pizza.

Complimenti allora al Molino Polselli per aver ideato questo ciclo di incontri e all’Avpn per aver “sposato” questo progetto…

Alle prossime iniziative!