Il maestro pizzaiolo Luigi Cippitelli presenta un nuovo menu legato al territorio e dedica al Vesuvio l’originale “Gran Cono”

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La metà di un calzoncino fritto, ripieno di ricotta, con la punta troncata da cui fuoriesce del ragù bollente: questo è il “Gran Cono”, l’omaggio che il maestro pizzaiolo Luigi Cippitelli, titolare dell’omonima pizzeria di San Giuseppe Vesuviano, fa al “suo” Vesuvio nel nuovissimo menu autunnale. Se la punta troncata ha la funzione di ricordare “a vocca r’o Vesuvio”, il ragù, invece, versato bollente sul calzoncino simula la colata lavica.IMG_2893

Nel nuovo menu, però, non c’è solo il Gran Cono come richiamo al territorio, ma anche prodotti realizzati da piccoli artigiani e diversi fritti e pizze che si rifanno ad antiche ricette popolari quasi finite nel dimenticatoio, frutto di un lungo e meticoloso lavoro di ricerca effettuato quasi “casa per casa” tra le campagne del versante nord dell’area vesuviana, non quella che affaccia sul golfo di Napoli ma quella del Monte Somma. Ad accompagnare Cippitelli in questo recupero dei prodotti e delle tradizioni locali antiche è stato Giuseppe Gargiulo, appassionato ricercatore di cibi campani di eccellenza.

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All’interno del menu spiccano per originalità anche la Pizzella fritta della vendemmia, una montanara con ragù contadino di maiale accompagnata da chicchi di uva regina, piatto che anticamente rifocillava i contadini durante il periodo della raccolta dell’uva, e la Tortina al cioccolato con confettura di albicocca pellecchiella del Vesuvio realizzata con la mollica del rinomato pane di San Sebastiano, la cui crosta viene impiegata da Cippitelli nella panatura dei fritti.

Non sono da meno le pizze, nelle quali Cippitelli, ricoprendo il leggerissimo impasto in stile napoletano con degli abbinamenti da cucina, riesce a esprimere appieno la propria formazione da cuoco

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Pizzeria "Da Salvatore"

Pizzeria Risto-Pub “Da Salvatore” – di Emanuele e Marco Marigliano
Via Leonardo Da Vinci 3, Parete (Ce)


Da Scampia a Parete, per un percorso che porta due fratelli, nel nome del loro papà a migliorarsi e sperimentare sempre nel mondo che li vede protagonisti da anni, quello della pizza.

Marco ed Emanuele, dopo anni di esperienza in giro per i locali della regione, hanno deciso di scommettere su loro stessi, e, in meno di un anno stanno già riscuotendo il successo che meritano.
La testimonianza è data anche dalla vittoria del più giovane dei due fratelli, Emanuele, al “Trofeo Pulcinella” di Acerra, organizzato dal campione del mondo 2015 per la pizza STG, Attilio Albachiara. Emanuele si è classificato primo nella categoria “Pizza Classica”, proponendo un’ottima margherita, – che ho avuto la fortuna di assaggiare come giurato – per poi classificarsi primo assoluto, ed avendo l’onore di essere giudicato da maestri come Umberto Fornito, Antonio Starita, Salvatore Di Matteo e blogger del settore come Tommaso Esposito, Egidio Cerrone ed Antonella Orsini.


La pizza che ha portato Emanuele alla vittoria assoluta è la “Pulcinella”, una pizza che fonde la tradizione della cucina napoletana con l’arte della pizza.
Infatti la stessa è realizzata con ragù napoletano, pezzetti di braciola, provola e pepe. Una pizza davvero speciale che consiglio a tutti di provare, anche per la leggerezza dell’impasto che, con le sue 24 ore di lievitazione, risulta leggero e digeribile.

Va detto che anche Marco non scherza affatto e le sue pizze “classiche” sono davvero spettacolari!

Cosa aggiungere? Che anche le fritture sono davvero buone e che il locale è anche ristorante, con menù di terra e di mare che varia di giorno in giorno.


Un  applauso ad Emanule e Marco Marigliano… sono convinti che avrete tante soddisfazioni!

Enrico Di Roberti